Scansioni (1979)
Scansioni è una composizione per flauto su scala quartitonale e suono spazializzato, realizzata da Anselmo Cananzi nel 1979 e pubblicata da Aurea Edizioni.
L’opera si sviluppa come un sistema aperto di cellule, delimitate da pause, che possono essere percorse linearmente oppure attraversate secondo traiettorie non predeterminate. L’esecuzione si configura così come un processo variabile, in cui forma e durata emergono dall’interazione tra struttura e interpretazione.
La spazializzazione del suono è parte integrante del dispositivo compositivo: quattro microfoni e quattro diffusori disposti secondo i punti cardinali definiscono un campo percettivo dinamico, in cui il suono si distribuisce nello spazio e viene ricostruito dall’ascolto.
In questo senso, Scansioni si colloca nel solco di esperienze come Proporzioni (1959) di Franco Evangelisti e Thin (fine anni'60) di Walter Branchi: da Proporzioni riprende l’idea di forma aperta e la responsabilità strutturale affidata all’interprete, mentre da Thin si rifà alla concezione dei microfoni come recettori del gesto e della risonanza sonora, elementi attivi di lettura e articolazione del suono, sviluppando tuttavia una propria specifica organizzazione spaziale. Dall'alea Scansioni condivide l’attenzione per i processi, per la responsabilità dell’interprete e per l’integrazione dello spazio come parametro strutturale della composizione, pur mantenendo una propria specifica coerenza timbrica, microtonale e gestuale.
Scansioni si colloca nell’ambito della musica del futuro come ricerca sulla percezione del suono, in cui il materiale musicale non è dato una volta per tutte, ma si articola come esperienza, relazione e trasformazione.
Partitura pubblicata da Aurea Edizioni in grande formato, in tiratura limitata a 30 copie.
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